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Natura e Sport
il 01/09/2010 / Comunicato stampa
http://www.parcorobie.it
Una cattedrale a 5 navate e 42 colonne costruita con 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6 mila metri di rami di nocciolo e 42 piante di faggio - tenuti insieme da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde secondo l’antica arte dell’intreccio - si potrà ammirare a partire dal 4 settembre 2010 a
Oltre Il Colle, in località Plassa, a
1.200 metri di altitudine. E’ la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, artista riconosciuto a livello internazionale per l'intensità della riflessione artistica e l'unicità delle sue opere, scomparso nella primavera del 2009, lasciando numerosi progetti ancora in fase di realizzazione. Al figlio Roberto oggi, insieme a una squadra di carpentieri, il compito di coordinare e portare a termine il lavoro per l'innalzamento della cattedrale nell’Anno Internazionale della biodiversità. «In un anno così importante abbiamo deciso di organizzare delle iniziative che aiutino ad avvicinare
le bellezze del Pizzo Arera a un numero sempre più vasto di persone» spiega Franco Grassi, Presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. «Da un lato la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, opera d'arte che si misura con la natura e permette una
relazione innovativa tra l'uomo e ambiente, dall’altro la sistemazione del Sentiero dei Fiori e delle Farfalle dai quali è possibile scoprire straordinarie peculiarità naturalistiche tipiche di queste zone». La Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri sorge su un dosso al centro di una radura silenziosa circondata da una cortina naturale di alberi, sull’avvio del percorso di salita del Pizzo Arera, dal quale è possibile godere della vista delle cime del Pizzo Arera e dell'Alben, oltre che delle vallate circostanti. La Cattedrale è alta da 5 a 13 metri, lunga 28,5 e larga 24 metri, per 650 metri quadrati di superficie. La sua ideazione prevede negli anni la crescita di alberi ad alto fusto all'interno delle 42 colonne costruite da materiale vegetale. La
crescita dei faggi (piantumati appena prima dell'inaugurazione) segnerà in circa venti anni la contemporanea trasformazione e perdita della struttura lignea originaria lasciando così che la natura prenda il sopravvento sul gesto artistico di cui resterà però memoria formale. Per informazioni: www.parcorobie.it.