Un itinerario comodo da compiere a
Cagliari per gli appassionati di pittura comprende la Pinacoteca Nazionale e il Tesoro del Duomo. La Pinacoteca possiede una pregevole collezione di
retabli, cioè pale d’altare, provenienti in gran parte proveniente dalla distrutta chiesa di San Francesco a Stampace. In esposizione si possono ammirare i colori raffinati del Retablo dell'Annunciazione attribuito al catalano Joan Mates (1410 circa), o la preziosa lavorazione dello sfondo dorato del Retablo di San Bernardino (1455-56) di Rafaèl Tomàs e Joan Figuera; la cura dei particolari degli scomparti del Retablo della Porziuncola del misterioso artista attivo in Sardegna nella prima metà del XVI secolo denominato Maestro di Castelsardo, ma anche il maestoso, per quanto incompleto, Retablo di Sant'Eligio (post 1505) di un altro pittore anonimo chiamato Maestro di Sanluri. In mostra sono anche opere provenienti dalla scuola Scuola di Stampace della famiglia Cavaro, tra cui la cosiddetta
Pietà di Tangeri. In quella bottega, attiva a partire dalla metà del '400, venne elaborato un linguaggio pittorico che si aprì al Rinascimento italiano, imprimendo un nuovo corso alla pittura del XVI secolo in Sardegna. Un’importante opera uscita dalla bottega dei Cavaro si trova nello spazio espositivo del Tesoro del Duomo. In questo retablo ai riferimenti figurativi della maniera raffaellesca, soprattutto nello scomparto centrale con la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicortina, si aggiungono suggestioni tratte da Michelangelo, visibili nei nudi dei due ladroni nella scena della Crocifissione. Il Tesoro custodisce anche un raffinatissimo
Trittico di Clemente VII. (nella foto della Pinacoteca Nazionale di Cagliari, Retablo dell’Annunciazione di Joan Mates, tempera su tavola)