Il fascino misterioso della dodicesima notte, quella dell'Epifania, ha da sempre avvinto e incantato le genti d'Europa, del Mediterraneo e del vicino Oriente: a questa notte è legato il folclore nelle sue tradizioni ed espressioni più remote. Tra queste si inseriscono a pieno titolo i fuochi epifanici del Friuli: i pignarûi (falò), fedeli a una ritualità ultramillenaria. I fuochi di questa antichissima tradizione si riaccendono ogni anno con particolare letizia e solennità a
Tarcento, che per una notte diventa la "capitale" del Friuli Venezia Giulia. Oggi, 82° edizione, l'epifania friulana vive un'intensa vigilia grazie ai pignarulârs, gli artefici dell'allestimento delle
pire che vengono incendiate la sera del 6 gennaio, che si contendono, in una avvincente gara con carri in fiamme, l'ambìto palio posto in premio dal Vecchio Venerando, figura cardine del rito epifanico. Il 6 gennaio sul fare della sera il corteo storico sfila tra la folla percorrendo le vie del centro cittadino. Il
Venerando racconta d'antiche epifanie e poi sale in fiaccolata verso Coia, seguito da migliaia di torce e dando così vita a uno spettacolare nastro di fuoco lungo i tornanti della collina. Il Vecchio Venerando accende il grande falò, il Pignarûl Grant, e predice in base alla direzione del fumo l'andamento della nuova annata. www.tarcento.it