Il sito archeologico dell'antico insediamento monastico di San Vincenzo al Volturno situato vicino a
Isernia, nei pressi delle sorgenti del fiume Volturno, è stato definito una “Pompei monastica”. Dal 1980 gli archeologi lavorano a riportare alla luce e mantenere il complesso
fondato nel sec. VIII. Secondo il Chronicon Vulturnense, un antico manoscritto medioevale, il cenobio nacque grazie a tre nobili di Benevento, tali Paldo, Taso e Ato, nel 731, che vi impiegarono tutto il loro ricco patrimonio. Con l'arrivo dei Franchi, il monastero si trovò in una zona di confine tra Franchi e Longobardi. Nel 787 Carlo Magno concesse privilegi fiscali e giurisdizionali tali da equiparare il monastero alle maggiori abbazie europee. Nel IX secolo il monastero si espanse divenendo una piccola città, con 350 confratelli e vasti possedimenti terrieri. Nel 848 l'abbazia fu danneggiata da un terremoto. Nel 881 alcuni Saraceni al soldo del duca Atanasio di Napoli riuscirono a depredare e bruciare il cenobio. I superstiti fuggirono a Capua; ritornarono a costruire il monastero nel 914, riuscendovi solo alla fine del secolo grazie all'appoggio diretto degli imperatori Ottone II e Ottone III. Sul finire dell'XI secolo i monaci, per difendersi da un eventuale attacco normanno, si trasferirono in una
posizione più difendibile; nell'anno 1115 papa Pasquale II consacrò la nuova chiesa abbaziale. Nel XII secolo avvenne la conquista normanna degli Abruzzi, che portò nei secoli successivi al disgregamento della signoria monastica. Nel 1349 un nuovo sisma distrusse San Vincenzo al Volturno, lasciando spazio all'espansione politica di Montecassino. Nel 1669 tutti i territori del monastero volturnense vennero assegnati ai monaci cassinati che lo amministrano in tutto e per tutto, fatto che sancì la fine della sua autonomia. A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale alcune parti dei ruderi del monastero e una piccola chiesa successiva subirono pesanti danni. Dal 1989 San Vincenzo al Volturno è tornato a ospitare una comunità religiosa. Azienda promozione turistica, tel. 0865.3992.