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Hi tech per il sito archeologico di Capo Soprano

Pubblicato in Arte e Storia il 03/06/2009 /
Hi tech per il sito archeologico di Capo Soprano
Innovazione e tradizione, hi tech e storia: tutto questo è racchiuso in un angolo di Gela datato IV secolo a.C. Si tratta di Capo Soprano, dove si trovano le antiche mura timoleontee restituite alla pubblica fruizione da pochissimo tempo. Un’opera finanziata dai Fondi Por 2000/2006 per realizzare una tensostruttura di ultima generazione: “Un progetto partito nel 2001 - spiega il professore Fortunato Motta, progettista della copertura - che vede l’utilizzo di materiali autoprotettivi innovativi, che si armonizzano perfettamente con il reperto arcaico in mattoni crudi, proteggendo quest’ultimo, facilmente deteriorabile, dagli agenti atmosferici”. Gela riscopre così la sua vera identità: le mura sono considerate uno dei reperti più straordinari e meglio conservati dell’architettura militare antica. Le dune di sabbia mobili, create dal vento, hanno, infatti, custodito in maniera eccellente un tratto delle fortificazioni di circa 300 metri di lunghezza, 3 di spessore e fino a 8 di altezza, che rappresentano l’estremità occidentale di una linea difensiva che, in origine, girava intorno a tutta la collina di Gela, e all’interno della quale vi erano quartieri civili. La soprintendenza ha eliminato la copertura provvisoria, incompatibile con la fruizione del sito, realizzandone una definitiva, consistente in una tensostruttura aperta su tutti i lati il cui manto è formato da una membrana ultraleggera, ma resistente e dello stesso colore del terreno sabbioso. Le antiche mura rappresentano soltanto un tassello del ricco patrimonio locale: Capo Soprano, l’emporio greco, l’acropoli e le numerose chiese presenti a Gela solo le altre attrazioni per una visita della città.

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