L’arte del gioiello in Sardegna ha origini antiche. Già in epoca nuragica venivano usati oggetti per scopo ornamentale. Con l’arrivo dei
Fenici si diffusero i primi gioielli realizzati con metalli preziosi. Risale all’epoca fenicio-punica la creazione di orecchini raffiguranti uccelli e l’introduzione del corallo nelle collane. Le successive civiltà che colonizzarono la Sardegna introdussero tecniche e materiali diversi, ma fu con l’avvento degli
spagnoli che l’oreficeria sarda conobbe un notevole impulso soprattutto per la lavorazione a filigrana. Gli artigiani locali, anzi, introdussero elementi di novità ispirati a un gusto di sobrietà. Il gioiello nella tradizione sarda è parte integrante dell’abbigliamento e viene particolarmente evidenziato dai costumi tradizionali di quei paesi dove sono attive botteghe artigiane. Nonostante lo scorrere del tempo, le
antiche tecniche della lavorazione a filigrana e a lamina sono utilizzate ancora oggi e hanno permesso la trasmissione di padre in figlio di forme tradizionali. Le giovani generazioni di artigiani hanno sviluppato anche una produzione che risente dell’influenza artistica e culturale di altre cività del Mediterraneo, come quella araba, egiziana, greca, spagnola.