L’inserimento di
Ravenna nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco si deve al complesso dei suoi monumenti paleocristiani, decorati da mosaici di così
alta maestria artistica, che testimoniano le relazioni e i contatti artistici e religiosi che fecero la grandezza di Ravenna tra V e VI secolo. La città fu il maggiore centro politico e culturale dell’occidente, in quanto
capitale, prima dell’impero romano d’occidente, poi del regno dei Goti e infine dell’impero di Bisanzio in Italia. A ricordare questo passato sono il Mausoleo di Galla Placidia, piccola costruzione a croce latina particolarmente ricca di mosaici all’interno; il Battistero Neoniano, pregevole per i cicli musivi, arricchiti dai meravigliosi stucchi di sedici profeti; la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani, eretti per la pratica del culto ariano e per volontà del re Teoderico agli inizi del VI secolo, e riconsacrati poi al culto cattolico; il Mausoleo di Teodorico, la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti; la Cappella Arcivescovile, unico edificio di culto di un episcopio antico ancora conservato; la Chiesa di San Vitale, una delle creazioni più alte dell’arte paleocristiana in Italia ed emblema del potere imperiale dell’imperatore bizantino Giustiniano; la Basilica di Sant’Apollinare in Classe,
a pochi chilometri da Ravenna, edificio di culto più illustre della chiesa ravennate proprio nella celebrazione dei suoi esordi nella storia e per la sua eccellente posizione; seconda solo a Roma nella storia della chiesa antica.