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A Ravenna per ammirare i mosaici paleocristiani

Pubblicato in Arte e Storia il 10/03/2009 /
A Ravenna per ammirare i mosaici paleocristiani
L’inserimento di Ravenna nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco si deve al complesso dei suoi monumenti paleocristiani, decorati da mosaici di così alta maestria artistica, che testimoniano le relazioni e i contatti artistici e religiosi che fecero la grandezza di Ravenna tra V e VI secolo. La città fu il maggiore centro politico e culturale dell’occidente, in quanto capitale, prima dell’impero romano d’occidente, poi del regno dei Goti e infine dell’impero di Bisanzio in Italia. A ricordare questo passato sono il Mausoleo di Galla Placidia, piccola costruzione a croce latina particolarmente ricca di mosaici all’interno; il Battistero Neoniano, pregevole per i cicli musivi, arricchiti dai meravigliosi stucchi di sedici profeti; la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani, eretti per la pratica del culto ariano e per volontà del re Teoderico agli inizi del VI secolo, e riconsacrati poi al culto cattolico; il Mausoleo di Teodorico, la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti; la Cappella Arcivescovile, unico edificio di culto di un episcopio antico ancora conservato; la Chiesa di San Vitale, una delle creazioni più alte dell’arte paleocristiana in Italia ed emblema del potere imperiale dell’imperatore bizantino Giustiniano; la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, a pochi chilometri da Ravenna, edificio di culto più illustre della chiesa ravennate proprio nella celebrazione dei suoi esordi nella storia e per la sua eccellente posizione; seconda solo a Roma nella storia della chiesa antica.

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