Nella zona del Molise più vicina alla costa adriatica, caratterizzata da colline verdeggianti coltivate a ulivi e viti, sono rimasti i resti di antiche villae rusticae, ossia
aziende agricole nate in epoca preromana e sviluppatesi nei primi secoli dell’impero. Con la loro presenza hanno segnato il paesaggio e l’economia tra il Fortore e il Trigno. Basate sul lavoro degli schiavi, erano di proprietà dei personaggi più in vista delle città, che facevano produrre vino e olio di pregio destinati a mercati urbani e centri anche molto distanti. Le villae erano organizzate in una parte destinata ai laboratori agricoli e in una parte riservata al padrone, dove talvolta gli ambienti venivano decorati con mosaici. E’ il caso della villa di S. Maria di Canneto a
Roccavivara (CB) sul fiume Trigno. Qui è ben visibile la parte rustica con la suddivisione delle varie attività: torchio, spremitura, cantina, botti di terracotta, e la parte padronale con i resti di mosaici. Nella villa a
San Giacomo degli Schiavoni (CB) sono rimasti segni di un’attività agricola importante accanto a lavorazioni artigianali, che richiedevano l’uso di acqua, come testimonia il complesso sistema idraulico con vasche e cisterne interrate, condotti, canali. Piuttosto recente è la scoperta di una villa a
San Giuliano di Puglia (CB), di piccole dimensioni ma con una chiara suddivisione degli ambienti.